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FN P90 (Belgio)


Questo gentile signore ci mostra come si impugna un P90

Marche di repliche da softair:
Marui, Classic army, Echo1

Dimensioni: 55 cm
Caricatori: 300
Lunghezza canna: 240 mm

La storia:

Il P90 venne sviluppato verso la fine degli anni ’80 come un’arma di difesa personale per truppe le cui attività primarie non includessero piccole armi, come carristi, operatori di artiglieria, eccetera.
Le pistole standard e le SMG con calibro equivalente risultavano inefficaci contro soldati dotati di body armor, per cui la FN sviluppò innanzitutto un nuovo tipo di proiettile ad alta penetrazione chiamato inizialmente SS90, simile peraltro al 5.56 NATO.
Il “Project 9.0” cominciò ad essere progettato seguendo determinate linee guida: scarso rinculo, buona precisione, minimo ingombro e peso, caricatori con un buon numero di colpi, possibilità di essere imbracciato in modo ambidestro, facilità di uso e manutenzione.


P90

Per risparmiare sulle dimensioni e il peso, venne pensato un involucro tipo bullpup fatto in polimeri, con caricatori da 50 colpi in polimeri traslucidi.
Sul frontale venne integrato un mirino reflex e modulo di puntamento laser (denominato LAM).
L’arma risultante fu il P90, che venne venduto alle forze speciali USA e olandesi, all’Arabia Saudita, all’Austria e ad altri eserciti, per un totale di più di 20'000 pezzi.
Questa arma venne poi utilizzata in ruoli ben differenti rispetto a quello concepito originariamente: infatti molte agenzie e servizi segreti hanno adottato il P90 anche come arma primaria in varie squadre d’assalto.
Venne sviluppata una versione senza organi di mira, ma con un sistema di slitte (sulle quali poi adattare diversi sistemi di puntamento), denominata P90 TR (triple rail).
Calibro: 5.7x28mm SS190
Rateo di fuoco: 900 rpm
Caricatori: 50 colpi